Le tracce delle costruzioni attorno all'attuale Municipio.
Il castello e le vicende dei Torelli-Salinguerra
I misteri sull'arrivo di Federico II di Svevia
Desidero ora spostarmi verso la piazza della Ferrara attuale, ove
possiamo trovare la suggestiva e falsa facciata del palazzo del Comune,
ricostruita attorno agli anni venti durante l'epoca fascista, compresa
la torre nell'angolo di sinistra che di medioevale ha solo l'aspetto.
Da notizie ben precise, questo edificio era presente in Ferrara già
verso la seconda metà del XII secolo, ed aveva fattezze totalmente
differenti.
Se ci mettiamo in piazzetta Cortevecchia, osservando la facciata del
suddetto palazzo su Via Cortevecchia nell'angolo di queste due (piazza e
via) notiamo che l'edificio termina e fa un angolo ove si leggono molto
bene nell'architettura stessa i tratti cattivi, militari dell'epoca che
caratterizzavano la torre che in quell'angolo si ergeva.
Le fattezze sono da immaginare, dato che non esistono, nè disegni nè fotografie.
Un'altra torre, in questo stesso palazzo, era ove oggi si trova
quella moderna in angolo con il Corso di Porta Reno, in faccia alla
piazza Trento e Trieste.
Attraverso le sale di quell'edificio sono passati tutti i grandi uomini
che hanno visto il migliore periodo di Ferrara, l'epoca comunale.
E camminarci in silenzio osservando quei muri, le fattezze interne
del palazzo, immaginando come poteva essere fatto all'epoca e quale
gente poteva circolarci, è stupendo.
Presso la nostra Associazione si sta vagliando l'ipotesi che
l'edificio venisse edificato molto prima dell'epoca di cui si hanno già
notizie, e che fosse edificato sulla sponda interna della fossa che ad
arco seguiva la città da Ovest ad Est seguendo le vie Garibaldi,
Mazzini, Saraceno e Via della Concia, Via Contrari, Via Zemola, Via
della Paglia, sino a collegarsi con il canale a ferro di cavallo che
abbiamo descritto in precedenza e che a quell'epoca probabilmente era
ridotto ad uno scorsuro di poco conto.
Questa fossa era detta "Fossa Sablonum"; da lì poi prese il nome la
via dei Sabbioni (Via Garibaldi) o "Fossa Civitalis", Fossa della
città.
Ma per il momento, gradirei iniziare a discorrere, di alcuni
personaggi, tralasciando per alcuni istanti la storia degli edifici.
Dato che ci troviamo in ambito di potere comunale, voglio parlare
del "mistero" che si cela in una di questa antiche famiglie, che hanno
governato Ferrara, i Torelli, detti poi Salinguerra, anticamente
originari del bolognese, ma stabilitisi a Ferrara già nel IX secolo,
probabilmente.
Hanno dato cariche importanti nel comune di allora.
Ricordiamo che nei documenti del 1151 compare un Salinguerra I come
"rector"; nel 1195, 1199, 1203, sempre Salinguerra era chiamato
"potestas", di nuovo nel 1206, 1226-7, sempre come podestà.
Tra questi personaggi della famiglia Torelli, ne notiamo in
particolare uno che ha fatto più rumore degli altri nella vicenda
ferrarese, Salinguerra II de'Torelli, che con la sua fazione ghibellina
si oppose apertamente alla fazione guelfa capeggiata llora dagli
Adelardi di Guglielmo, il costruttore della Cattedrale, il templare.
Di questo personaggio per ciò che ha fatto, per la sua vita piena
di cariche politiche, per tutte le battaglie che ha intrapreso, è troppo
strano che non sia arrivata a noi ne una sua icona ne una descrizione
della sua persona oppure una seppur minima traccia del suo passaggio in
Ferrara.
E come se non bastasse, da quel poco che si sa, pare che nella zona
di Via Fondobanchetto, l'uomo in questione, avesse una residenza
fortificata così grande da poter essere definita un castello vero e
proprio, con torri e guardie armate alle porte.
Ed è proprio in questa via che sotto gentile permissione dei
residenti e da loro accompagnato, ho potuto visitare una parte degli
scantinati del quattro-cinquecentesco palazzo, che è sito di fronte
all'antichissima chiesa di San Martino, e sulla facciata dalla parte
sinistra si delinea un pezzo del fabbricato che fu accostato da un altro
edificio.
Quel piccolo pezzo di edificio inglobato dentro agli altri, ora
ridotto a scantinato, è di fattezza quadrata con piano di calpestio in
terra battuta sotto l'attuale livello stradale di almeno un metro e poco
più.
Lo spessore dei muri non può non fare pensare che ad un edificio del XII - XIII secolo di tipo militare.
A questo punto, dato che in base ai miei studi credo di aver
ricostruito la probabile forma di quello che fu il castello dei
Torelli-Salinguerra, mi chiedo come mai tutto sia sparito dentro questo
enorme edificio: ci saranno pur state delle cassepanche, dei candelabri,
degli oggetti demarcati con stemmi e fregi riguardanti la famiglia...
eppure, nulla a quanto pare è rimasto.
Allora, dato che i morti non parlano, soprattutto quelli di 700
anni fà devo darmi una spiegazione logica assai più grave: pare che nel
1238 l'imperatore Federico II di Svevia si sia trattenuto a Ferrara per
una dieta imperiale, cioè un importante ritrovo di personalità
politiche, un sit-in dell'epoca.
Sicuramente l'imperatore avrà avuto contatti con le parti
principali delle due fazioni politiche cittadine e sapendo ciò che
Federico II si portava appresso come corte, deve sicuramente avere
destato una certa curiosità nel Salinguerra che già doveva essere in
contatto con un certo discorso esoterico, dato che nello stemma di
quest'antica famiglia è rappresentato un toro rampante affiancato da una
stella a sei punte ebraica, perciò ricollegabile ad una tradizione
probabilmente cabalistica.
Per chi non sapesse, il buon Federico di Svevia con sè faceva
viaggiare una corte che per l'epoca risultava strana in quanto, essendo
nell'Italia meridionale il suo regno, era spesso in contatto con il
mondo islamico ed arabo.
Si dice che si portasse appresso delle bestie feroci, degli uccelli
esotici, drappeggi orientali, belle donne e svariati studiosi arabi ed
italiani fra cui ricordiamo il famoso Fibonacci, matematico insigne
dell'epoca, ed altri misteriosi personaggi come astrologi, astronomi,
naturalisti e via dicendo.
Insomma, tutto quello che serviva al Torelli per invaghirsi, dato
che l'Adelardi era immerso già in un'altra realtà, quella del mondo
templare anch'essa piena di risvolti misteriosi ed occulti.
Il nostro personaggio, potrebbe avere edificato i suoi edifici in
base a misure particolari, come il cubito egizio su cui si basano alcune
chiese rossettiane ferraresi.
E' comunque dato storico, che il nostro Biagio già da giovine età, fosse dentro ad una corporazione molto potente di muratori.
Cosa molto probabile che si volesse cancellare da Ferrara anche una
sola virgola che lo riguardasse, per eliminare una qualche corrente che
aveva abbraciato nel suo palazzo di Fondobanchetto.
In effetti, le prime distruzioni vennero eseguite non appena i
carissimi estensi entrarono in Ferrara, verso la seconda metà del XIII
secolo, periodo che riguardava la caduta della classe nobiliare delle
stirpi famigliari comunali.
Con l'arriva della futura famiglia d'Este, il terreno di Ferrara doveva essere "pulito".
Molti stemmi di antiche famiglie medioevali ferraresi, infatti,
tuttoggi riportano al loro interno oggetti e simboli che ricordano
quelli della massoneria, il che significa che queste famiglie avevano
dei contatti particolari con correnti di pensiero occulte.
Tutte le torri che si ergevano lungo e non la Via delle Volte,
vennero mozzate, sino a nascondersi fra gli altri edifici, cosicchè non
potessero più essere riconosciute e le famiglie o si estinsero o vennero
cacciate dalla città: ma tornando al nostro Salinguerra II, esso
detenne la leadership per molti anni, sinchè nel 1240 venne catturato
con una trappola che gli era stata tesa all'interno di una nave veneta
in Po, su cui doveva salire per firmare un trattato di pace con gli
Estensi, i quali avevano mobilitato una somma di truppe spaventosa per
assediare la città ed espugnarla dal Torelli; non essendovi riusciti
ricorsero a questo astuto tranello arrestandolo e portandolo in
prigionia a Venezia, dove morì nel Luglio del 1245.